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flickr.com/Mehfuz Hossain

Bullismo su Facebook, ecco come puoi difendere i tuoi figli

I social network non sono zone franche dove tutto è lecito. Molti lo dimenticano, ma le storie di adolescenti presi di mira dai coetanei con commenti o foto offensivi finiscono sempre più di frequente sulle cronache dei giornali. I genitori non devono abbassare la guardia e sottovalutare il bullismo su Facebook: anche quelli meno abituati a smanettare con computer e smartphone dovrebbero cercare di aggiornarsi. Perché il cosiddetto cyberbullismo (ogni forma di prevaricazione compiuta attraverso siti internet, chat, sms e social network) è un problema da non sottovalutare: secondo uno studio di Telefono Azzurro e di Eurispes, nel 2012 quasi un adolescente su quattro ha trovato o ricevuto online informazioni false che lo riguardavano, e un ragazzo su cinque ha trovato online proprie foto imbarazzanti senza averne autorizzato la pubblicazione.

Cosa puoi fare per aiutare tuo figlio e interrompere le persecuzioni e fermare il bullismo su Facebook e su tutti gli altri social? Innanzitutto intervieni, non tollerare prepotenze ed invitalo a non rispondere alla provocazioni. Nessuno ti chiede di spiarlo con profili falsi, ma è importante stare attenti.

Bullismo su Facebook, le strade da tentare

Tre sono le strade da tentare, in base alla gravità della situazione, per contrastare gli episodi di bullismo su Facebook. Il primo percorso, il più facile e spesso risolutivo, si può provare quando tuo figlio è il bersaglio di coetanei che conosci o che sono vicini a lui. Nella maggior parte dei casi, mettere al corrente dell’accaduto i genitori del ragazzo che ha pubblicato foto o commenti diffamatori risolve la questione in poco tempo.

In caso di minacce o atti persecutori più seri, o nel caso in cui non sia andato a buon fine l’approccio con gli altri genitori, non rimane altra strada che contattare direttamente il gestore.

Facebook, per esempio, mette a disposizione un servizio di aiuto destinato agli utenti. Basta cliccare sul bottone “Segnala un problema” per accedere a un menu attraverso il quale è possibile sottoporre all’attenzione dei moderatori del sito qualsiasi potenziale abuso o contenuto offensivo: foto, video, status e commenti, ma anche gruppi, messaggi privati, pagine e profili, inserzioni ed eventi. Nelle pagine “Help” di Facebook c’è anche un’apposita sezione “Bullismo” con le risposte a tutti i dubbi di ragazzi e genitori. È comunque buona norma ricordare ai propri figli di non rispondere in alcun modo alle provocazioni sui social network per non alimentare lo scontro. Facebook si impegna a esaminare la segnalazione e rimuovere tutti gli elementi che violano la propria “Dichiarazione dei diritti e delle responsabilità”. Puoi segnalare anche contenuti che non riesci a vedere: Facebook consente anche a chi non ha un account di segnalare potenziali abusi.

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Segnala un problema su Facebook

Un amico preso di mira? Non girarti dall’altra parte

Se al centro di episodi di bullismo su Facebook c’è un amico di tuo figlio, non girarti dall’altra parte. Segnala tutti i contenuti che ritieni offensivi al gestore del sito.

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Bullismo su Facebook, la guida del sito

Tuo figlio è in pericolo? Rivolgiti alla polizia postale

Se pensi che, oltre alla lesione della reputazione, tuo figlio sia anche in pericolo fisico non hai alternativa: devi contattare subito le forze dell’ordine e presentare una querela. È importante raccogliere quante più prove possibili dei contenuti offensivi. Fai uno screenshot oppure stampa la pagina, anche se possono essere documenti confutabili dalla controparte. Ricorda, inoltre, che puoi richiedere la rimozione di foto di tuo figlio minorenne anche se non sono lesive della sua reputazione: in base all’articolo 16 della Convenzione di New York sui diritti del fanciullo, infatti, le immagini dei minori non possono essere inserite pubblicate senza il consenso dei genitori.

Intervenire è possibile, esistono gli strumenti adatti. Le procedure illustrate in questo articolo di Klugg valgono anche per gli adulti alle prese con materiale diffamatorio pubblicato da altri.

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