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A 15 anni torna a camminare grazie a una protesi prodotta con stampanti 3D

Fanny non riusciva più camminare. A 15 anni era finita sulla sedia a rotelle per colpa delle conseguenze di una malattia congenita: le difficoltà di movimento e il dolore rendevano impossibile per lei perfino frequentare le lezioni a scuola e proprio per questo motivo ormai seguiva un programma di studio personalizzato a casa. Oggi la vita di questa ragazzina svedese è cambiata grazie alle stampanti 3D e la sua storia apre scenari impensabili per le persone con disabilità.

Un lungo calvario

Il calvario di Fanny comincia quando scopre di essere affetta da una neurofibromatosi che si manifesta sotto forma di un tumore benigno. La malattia le ha provocato gravi lesioni al sistema nervoso periferico, e in particolare all’anca sinistra, ed è necessario un delicato intervento al bacino. L’operazione riesce, ma le conseguenze per Fanny sono pesanti da accettare: il danno provocato dalla malattia è importante, l’anca ha subito una deformazione che le provoca dolore e le impedisce di camminare correttamente. Il suo medico, il professor Rydholm dell’ospedale universitario di Lund, in Svezia, però ha un’intuizione: contatta un’azienda belga specializzata nella realizzazione di protesi, la Mobelife, e insieme ai tecnici progetta un impianto fatto su misura per Fanny. La protesi viene disegnata e riprodotta in poco tempo grazie a una stampante 3D, abbattendo i costi che un tempo avrebbero richiesto la progettazione e la produzione di un impianto su misura. La protesi stampata in 3D viene poi usata per ricostruire l’anca della quindicenne in un intervento chirurgico. I benefici sono subito evidenti per la ragazza, che dimentica il dolore e muove i primi passi dopo pochi giorni.

Diciotto mesi dopo l’operazione, Fanny può camminare da sola, senza alcun fastidio e senza avere bisogno di aiutarsi con i sostegni. Qui sotto trovi il video dell’agenzia di stampa Reuters che racconta la sua storia.

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