Da non perdere
Home / Primo piano / Offerte al telefono, hai nuove armi per difenderti. Scopri cosa cambia
offerte al telefono
Flickr.com/vlima.com

Offerte al telefono, hai nuove armi per difenderti. Scopri cosa cambia

Ti è mai capitato di accettare un’offerta telefonica e poi, dopo la conferma registrata, di accorgerti che le condizioni reali erano completamente diverse da quelle proposte? Un decreto approvato dal Consiglio dei Ministri, che recepisce la direttiva europea 83 del 2011, ha regolamentato una pratica commerciale da tempo finita nel mirino delle associazioni dei consumatori, in prima linea nel denunciare comportamenti scorretti e, nei casi più gravi, truffe. Le nuove norme prevedono l’aumento dei giorni a disposizione del cliente per esercitare il diritto di recesso gratuito, che passano da 10 a 14, inoltre gli operatori hanno il dovere di esplicitare tutte le condizioni e i costi. Non c’è la necessità della firma scritta o elettronica per considerare valido il contratto, ma è comunque un passo avanti. Vediamo nel dettaglio cosa cambierà.

Vendite a distanza, cosa sono?

Si tratta di tutte le vendite che avvengono attraverso telefono, internet o altre tecnologie. Più in generale, sono tutti quei contratti che non prevedono la presenza fisica contemporanea di venditore e compratore.

Sulla trasparenza, quali sono le novità della riforma?

I venditori sono chiamati a una serie di obblighi precontrattuali precedentemente assenti. Sia per gli accordi tradizionali sia per quelli conclusi a distanza, chi vende un prodotto o un servizio avrà il dovere di fornire al cliente informazioni come il costo totale del bene, i contatti del venditore (si pensi, per esempio, a quei siti di coupon che non li forniscono), i termini del diritto di recesso, la durata del contratto, le condizioni di risoluzione del contratto e i costi di disdetta. Notizie che vanno fornite prima della stipula del contratto.

Offerte al telefono, il consenso con una una registrazione vale ancora?

Sì. Le nuove regole consentono la stipula di un contratto con una firma (scritta o elettronica) sul documento ma anche, se il cliente è d’accordo, con una registrazione su un “supporto durevole” come è considerata, appunto, una registrazione telefonica. Su questo punto il governo ha trovato una soluzione di compromesso per non scontentare del tutto le aziende di call center, che temevano il blocco delle attività di vendita: non ha eliminato la possibilità della registrazione telefonica come era stato stabilito nelle prime versioni del decreto. Il venditore è obbligato spedire il contratto al cliente, e questo non sempre avveniva prima della riforma.

Diritto di recesso, come cambia?

Quando si parla di acquisti a distanza, il cliente ha facoltà di restituire il bene acquistato, anche se in parte deteriorato, per qualsiasi motivo entro 14 giorni dalla data di sottoscrizione del contratto (per i servizi) o di ricevimento del bene. La comunicazione deve avvenire con comunicazione scritta, spedita con raccomandata con ricevuta di ritorno per evitare sorprese negative. Il termine precedente era di 10 giorni. Entro altri 14 giorni il venditore ha l’obbligo di rimborso.

Chi punisce le aziende scorrette?

La competenza passa all’Antitrust, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, che si riserva il potere di sanzionare gli operatori che mettono in atto pratiche commerciali scorrette o ingannevoli. Prima delle nuove regole, la competenza era condivisa con l’AgCom, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, e questo allungava tempi e passaggi burocratici.

Come posso evitare spiacevoli sorprese?

Prima della riforma, il consiglio era quello di diffidare dalle offerte al telefono proprio perché poco trasparenti. In troppi casi, infatti, gli operatori dei call center rispondevano negativamente alla richiesta di informative scritte da parte del potenziale acquirente dichiarando che l’offerta stava per scadere. In questi casi, il cliente veniva quasi obbligato ad accettare al buio. Un comportamento scorretto che adesso non è più possibile, o almeno non dovrebbe esserlo. Nel caso in cui un operatore affezionato alle vecchie abitudini ti contatti, conviene non fidarsi e rinunciare all’acquisto. Ma se proprio la proposta sembra clamorosa, ti conviene comunque insistere e chiedere che ti venga inviata una proposta scritta. Nel caso di ulteriori risposte negative, lascia perdere: saluta e chiudi la telefonata.

Condividi con i tuoi amici










Inviare