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Flickr.com/Bulldog Pottery

Presto gli insetti finiranno nella tua dieta. Sei pronto a mangiarli?

Ogni anno mangiamo mezzo chilo di insetti a testa senza saperlo. Può sembrare disgustoso, ma oltre l’80 per cento della popolazione include nella propria dieta piatti a base di cimici, locuste, formiche, cicale e tutte le altre specie delle 1600 commestibili. Solo nei Paesi occidentali mangiare la carne di queste creaturine a sei zampe (e oltre) è considerato ripugnante, ma il tabù potrebbe presto cadere. Perché se addirittura uno chef pluristellato come Carlo Cracco inserisce nel menu del proprio ristorante cavallette brasate e larve secche allora è il segnale che qualcosa sta cambiando nelle nostre cucine.

mangiare insetti

Flickr.com/Michael Sarver

 

Chi ha provato ad avventurarsi nell’assaggio non ha dubbi: gli insetti uniscono ottimo sapore e interessanti valori nutritivi. Le loro proteine, inoltre, potrebbero rappresentare una risposta concreta al problema dello spreco di energia causato dall’allevamento intensivo di mucche, maiali e di tutte le altre specie animali considerate “nobili” in Occidente. Gli entusiasti dell’entomofagia (dal greco éntomos, “insetto”, e phagein “mangiare”) ne esaltano soprattutto gli impatti positivi per l’ambiente. Andrew Zimmern, il conduttore della trasmissione “Orrori da gustare” in onda sul canale DMAX di Sky, ha fatto del suo motto «Se ha un buon aspetto, puoi mangiarlo» uno stile di vita. E alcuni imprenditori europei hanno già fiutato l’affare. Marian Peters è l’ideatrice di Bugs Originals, società olandese impegnata nella distribuzione e nel commercio di insetti per la ristorazione. Sul sito dell’azienda puoi acquistare confezioni di locuste o di altri animaletti come i Buffalo worms pronti per essere cucinati.

Bugsoriginals.nl

Bugsoriginals.nl

 

In fondo, la cavalletta altro non è che un gamberetto di terra. Ne è convinto il ricercatore Marcel Dicke, che in un suo famoso intervento alle conferenze TED, ha spiegato come l’Occidente potrebbe solo guadagnare dall’introduzione degli insetti nella dieta di tutti i giorni. Se sei interessato e hai tempo, il link rimanda al suo intervento con sottotitoli in italiano. Se invece vai di fretta, abbiamo sintetizzato il suo pensiero in quattro punti a favore del nuovo regime alimentare.

 

1- Il consumo della carne aumenta di anno in anno, ne mangiamo troppa e i rischi per la salute aumentano. Un esempio? Un’infezione suina e un virus che attacca gli umani possono proliferare e combinarsi creando un nuovo virus;

2- il fattore di conversione. Per ottenere un chilo di carne di manzo ne servono dieci di cibo. Con le locuste, per esempio, l’output è praticamente equivalente all’input: dieci chili di cibo per nove chili di carne;

3- i benefici per l’ambiente. Nel caso del manzo, nove chili di scarto producono in gran parte letame e maggiore inquinamento rispetto al letame prodotto dalle locuste. E producendo meno letame, avremo molta meno ammoniaca e meno emissioni di gas serra;

4- la qualità della carne degli insetti. Secondo Dicke, in termini di valori nutritivi, la carne di questi animali è molto buona e paragonabile a qualsiasi altra carne che mangiamo al momento. Un chilo di cavallette ha le stesse calorie di dieci hot dog. Inconsapevolmente, in Occidente ingeriamo ogni anno 500 grammi di insetti a testa, sotto forma di residui nei cibi che compriamo o di prodotti alimentari come alcuni coloranti. Mangiare insetti è dunque qualcosa che già facciamo.

Flickr.com/Enygmatic-Halycon

Flickr.com/Enygmatic-Halycon

 

I tempi sono maturi. E anche la Fao, la Food and Agricolture Organization delle Nazioni Unite, ha avviato un programma per promuovere l’introduzione degli insetti nella dieta. Il motivo è semplice: nel 2050 la popolazione mondiale raggiungerà i 9 miliardi di persone con rischi enormi per gli ecosistemi e l’ambiente.

Insomma, c’è poco da fare gli schizzinosi.

 

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