Da non perdere
Home / Lavoro / Consigli / Il nuovo contratto a tempo determinato: tutte le novità introdotte dalla riforma
Flickr.com-Oblong

Il nuovo contratto a tempo determinato: tutte le novità introdotte dalla riforma

Cosa prevede il nuovo contratto a tempo determinato introdotto dalla riforma del lavoro? Il decreto 34/14, convertito in legge il 15 maggio, trasforma i contratti a termine e li rende più flessibili: nessun obbligo di causale, limiti quantitativi, numero di proroghe possibili e sanzioni sono i punti principali del provvedimento.

Le regole precedenti

Prima di entrare nel dettaglio delle novità, vediamo come funzionava la normativa precedente. In base alle vecchie regole, il contratto a termine doveva indicare con chiarezza la causale, cioè dichiarare le ragioni organizzative, tecniche o produttive che spingevano il datore di lavoro ad assumere un dipendente per un tempo prestabilito, “determinato”. La legge Fornero, (L. 92/2012) aveva introdotto la possibilità di un contratto acausale, necessariamente il primo tra un’azienda e un dipendente, della durata massima di 12 mesi: tale contratto era prorogabile, sempre rispettando il limite della durata consentita.

Prima della riforma del governo Renzi, il limite di durata complessiva di rapporti di lavoro a termine tra un’azienda e un dipendente, per le medesime mansioni, era pari a 36 mesi (compresi anche eventuali lavori svolti in somministrazione). Passati questi tre anni, le parti avevano la facoltà di stipulare un nuovo accordo temporaneo davanti alla Direzione territoriale competente, passaggio burocratico introdotto per scoraggiare eventuali abusi. Infine, le norme prevedevano anche un intervallo di tempo da rispettare tra i rinnovi dei contratti a termine, pena la trasformazione del secondo contratto a tempo indeterminato (con l’unica eccezione per i lavori stagionali): 10 giorni nel caso di primo contratto con durata inferiore ai 6 mesi, 20 giorni nel caso di accordo più lungo.

La riforma del lavoro e il nuovo contratto a tempo determinato

Niente più causale

La novità maggiore della riforma del lavoro riguarda la cancellazione dell’obbligo di causale per i contratti a termine. Questo significa che un’azienda potrà impiegare un lavoratore per un periodo di tempo preciso senza dover giustificare in alcun modo esigenze tecniche, organizzative o produttive.

Il contratto acausale dunque diventa lo standard, passa da 12 a 36 mesi, e il limite quantitativo – che vedremo più avanti – dei contratti a tempo determinato in un’azienda rispetto al totale dei dipendenti diventa l’unico vero obbligo per chi assume: per poterlo infrangere, i datori di lavoro dovranno indicare una causa oggettivamente valida (sostituzioni, esigenze stagionali) e questo è l’unico caso in cui la causale rimane in vigore. Secondo gli autori del testo, abbandonare il requisito della causale per passare a un unico limite numerico ridurrà i problemi interpretativi e, potenzialmente, i contenziosi.

nuovo contratto a tempo determinato

Proroga contratto a tempo determinato, non più di cinque volte

Come regola generale, la legge sul nuovo contratto a tempo determinato stabilisce che la durata massima del rapporto di lavoro non possa superare i 36 mesi, proroghe e rinnovi permessi inclusi. Gli accordi collettivi (i contratti nazionali di lavoro) però possono allungare questo termine fino a un massimo che non è specificato dalla legge. Terminato il periodo di 36 mesi, il datore di lavoro e il dipendente possono accordarsi per un altro contratto a termine, ma prima devono passare per la convalida da parte della Direzione territoriale del Lavoro.

Al raggiungimento del limite temporale di 36 mesi concorrono anche i periodi di lavoro prestato dal dipendente con un contratto di somministrazione a termine: significa che se per la legge contano anche gli incarichi nella stessa azienda con rapporti indiretti come, per esempio, i contratti con le agenzie interinali.
Novità anche per quanto riguarda le proroghe, che si verificano quando, prima della scadenza di un contratto a termine, le parti decidono di allungarne la durata. La riforma del lavoro firmata dal governo Renzi fa salire il numero delle proroghe consentite fino a un massimo di cinque, sempre restando nel limite massimo di 36 mesi di durata complessiva del rapporto di lavoro a termine: questo limite resta valido anche per l’eventuale rinnovo del contratto con l’intervallo di tempo tra i due accordi. Nulla cambia su quest’ultimo punto (il cosiddetto “stop and go” resta in vigore) né sulla proroga di fatto.

Il limite nei nuovi contratti a tempo determinato: due dipendenti su dieci

Il decreto 34/14 fa cadere il requisito della causalità del contratto e lascia come unico ostacolo per il datore di lavoro un limite quantitativo: il numero dei lavoratori assunti a tempo determinato non può essere superiore al 20 per cento dell’organico complessivo dell’azienda all’inizio dell’anno di riferimento. Come per la durata dei nuovi contratti a tempo determinato, anche questo tetto del 20 per cento può essere oggetto di contrattazione collettiva.

nuovo contratto a termine

Come si calcola l’organico complessivo?
Rientrano nell’organico complessivo gli assunti a tempo indeterminato, anche part time, ma non è chiaro se debbano essere considerati anche i manager e gli apprendisti. Non rientrano sicuramente contratti di sostituzione, stagionali, contratti stipulati per l’avvio di nuove iniziative imprenditoriali e contratti per firmati con lavoratori over 55.

Le sanzioni previste: superare il tetto costa caro

La trasformazione del contratto di lavoro a tempo indeterminato rimane soltanto per i casi in cui venga superato illecitamente il limite di 36 mesi. Per la violazione del rapporto tra numero di dipendenti totali dell’azienda e lavoratori a termine (il 20 per cento visto in precedenza), la riforma del governo Renzi stabilisce una sanzione amministrativa a carico del datore di lavoro, la cui misura è variabile: 20 per cento della retribuzione per ogni mese (o periodo di almeno 15 giorni) di durata del rapporto per il primo dipendente in eccesso; 50 per cento per i lavoratori oltre il tetto dal secondo in poi.

Nuovo contratto a tempo determinato, il testo integrale del provvedimento, in versione pdf, lo trovi sulla pagina governo.it.

Qui invece trovi tutti i nostri articoli con i consigli sul lavoro.

Condividi con i tuoi amici










Inviare