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Erik Finman (foto dal profilo Twitter @erikfinman)

A 15 anni investe la paghetta in bitcoin e oggi lancia la sua startup: la storia di Erik Finman

Imprenditore di successo a 15 anni, grazie a mille dollari di paghette dai genitori come investimento iniziale. È la sorprendente storia di Erik Finman, adolescente dello stato dell’Idaho, Stati Uniti nord-occidentali, che ha trasformato quel capitale di partenza in una startup da 100mila dollari, Botangle.

erik finman giovani imprenditori

La storia di successo di Erik inizia nel 2012, quando questo ragazzo biondo dall’aria sveglia e con una grande passione per i computer riceve dalla mamma 1.000 dollari in regalo (al cambio di oggi, 739 euro). Erik però quei soldi decide di non spenderli per acquistare l’ultimo modello della consolle preferita: è aggiornato sulle nuove tendenze del web e punta tutto comprando bitcoin, la moneta online che proprio in quegli anni comincia ad attirare le attenzioni degli investitori di tutto il mondo. Dopo 18 mesi quei soldi “virtuali” raggiungono il valore di 100mila dollari, un rendimento pazzesco.

Giovani imprenditori, come nasce l’idea di Botangle

A quel punto, Erik decide di lanciarsi e sfruttare la scia: a 15 anni, vende i bitcoin e utilizza quei fondi per ideare e realizzare la sua startup, Botangle. Si tratta di un servizio di tutoring online su tantissimi argomenti: dall’animazione in 3D alla matematica, dalle lezioni di spagnolo a quelle di violino. Ti colleghi, scegli il tuo insegnante e lo paghi per una lezione privata in videochat. Nata da un mese, Botangle oggi conta una base di un centinaio di utenti attivi.
«Molte persone non riescono a capire come un quindicenne possa fare quello che ho fatto io», ha spiegato Finman al sito americano Mashable. «Quello che in molti non capiscono – continua Erik – sia giovani sia adulti, è che internet ti dà la possibilità di creare tutto quello che vuoi senza barriere all’ingresso. Voglio usare la bellezza di questo sistema aperto che è il web in modo da permettere a persone come me di avere accesso a una migliore esperienza educativa, sia che esse vivano nelle zone rurali dell’Idaho sia che provengano da New York o perfino dall’Africa».
Per la sua azienda, Finman si occupa personalmente della scelta dei collaboratori: «Quando incontro i candidati, chiedo loro se fare parte di un team con un 15enne possa disturbarli».


Il futuro è fatto di una nuova scommessa che vuole vincere. «Ho fatto un patto con i miei genitori – conclude Finman -: se sarò in grado di guadagnare un milione di dollari prima di compiere 18 anni, non andrò al college. E farò di tutto per farcela».

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